STORIA DELL'


ricostruita dalla Prof.ssa Dora Castenetto, prima Presidente, in occasione del decimo anniversario di fondazione (1988-1998)

Con gioia e commozione rivivo questi dieci anni dell' «Associazione Amici della Facoltà Teologica»: ricchi di pagine segnate da avvenimenti significativi, di memorie care, di immagini che riconducono alla ragione stessa che ha dato origine all'Associazione.
Dar vita a un'associazione di amici ha voluto anzitutto significare un gesto di gratitudine: cioè un bisogno di dire pubblicamente grazie per il molto ricevuto, quasi rendendo visibile una comunione, una solidarietà, un'autentica condivisione. Ci è piaciuto, al di là di altre espressioni forse più coerenti con il rigore scientifico della Facoltà, chiamarla così: perché l'amicizia dice, appunto, capacità di accoglienza e di amore; dice reciprocità; dice sintonia nel perseguire le medesime finalità.
All'origine dell'Associazione sta, dunque, questo profondo atteggiamento del resto presente fin dall'inizio, quando, nel 1968 la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale ha iniziato la sua attività a Milano.
Eravamo in molti ad accedervi con trepidazione e grandi attese, desiderosi di attingere valori e prospettive di grande respiro, protesi a scoprire e a far nostro il «luogo sorgivo» della ricerca teologica, in dialogo con ogni esperienza culturale rigorosa e capace di darle senso.
Per molti di noi, venuti con l'esperienza di studi accademici, lo studio della teologia rappresentava una possibilità di vivere in modo nuovo le impostazioni culturali della storia, a servizio della fede: non nella solitudine e nel distacco dalle culture, ma in dialogo con esse.
Il desiderio non è stato disatteso; ha superato, anzi, ogni aspettativa.
Ci siamo subito trovati immersi in un universo culturale rigorosamente critico, capace di avvincere in profondità.
Nonostante i nostri titoli accademici, siamo tornati «discepoli»: non tanto e non solo dinanzi all'inflessibilità degli orari e al susseguirsi delle lezioni quanto piuttosto per la consapevole percezione di essere dinanzi a una scienza del tutto singolare: capace di rispondere compiutamente agli interrogativi dell'uomo, di condurci e ricondurci all'intelligenza della fede, per esplorarne il significato e divenirne riflessione critica, a partire dal dato rivelato, la cui ultima definitiva parola è Gesù di Nazareth, morto e risorto.
Così ci siamo addentrati – fissando l'attenzione sulla singolarità di Cristo – su quel «sapere della fede» che sa porre dinanzi alla verità assoluta: e rivela chi è Dio, chi è l'uomo, quale il suo rapporto con Dio. Era come contestare in radice ogni definizione di Dio suffragata esclusivamente dalle variegate filosofie, e ogni definizione dell'uomo limitata alle sue funzioni, per illuminarne, invece, il significato portante, nel cammino spesso tortuoso della storia, a fronte di pressanti domande, a cui solo la radicale conoscenza del Cristo può rispondere.
Le discipline teologiche ci rimandavano, con chiarezza e sistematicità d'informazione, alle tematiche di fondo, liberando dalla variabilità delle suggestioni o dalle pressioni della mode culturali. Così, a poco a poco, abbiamo imparato ad attraversare la storia dei problemi teologici per cogliervi la continua profonda interpellazione dell'uomo al Mistero e la conseguente tensione ad emanciparsi dalla tutela di culture contrastanti e fuorvianti, senza tuttavia abdicare al valore e alla fertilità della cultura in cui affondano le radici umane.
Questo nostro studio, dunque, ha inciso profondamente nella nostra vita, orientandola e illuminandola.
Di qui il desiderio di partecipare anche ad altri la ricchezza e gli stimoli acquisiti, per rispondere a un bisogno presente nella stessa comunità ecclesiale.
La nascita dell' «Associazione degli Amici» ha preso avvio da qui: dall'esigenza di comunicare, di condividere una ricerca che porta a scavare in profondità dentro le ragioni della fede e ne presenta il problema della comunicazione in forma autentica, convincente, senza lasciarsi irretire da suggestioni transitorie o emotive.
E' stato facile, allora, riunirsi in un piccolo gruppo, quasi con una sorta di «complicità spirituale», e costituire, il 17 ottobre 1988, l'Associazione, siglando uno statuto che metteva in rilievo la volontà di «affiancare e dare supporto alla Facoltà Teologica», per essere «punto di riferimento per chi avesse già frequentato i corsi o ne avesse apprezzato l'attività di ricerca e di insegnamento», per «suscitare l'interesse per lo studio della teologia» e «farsi interprete di esigenze maturate nella comunità ecclesiale e civile», promuovendo «seminari di studio, di aggiornamento su specifiche problematiche».
Obiettivi precisi, dunque: tesi a favorire l'accesso al ricco patrimonio culturale, originato e custodito in Facoltà, per sostenere quella «formazione permanente» tanto auspicata da chi vuole rendere sempre più matura e critica la propria fede.
Il gruppo iniziale, costituito da pochi Amici, si è proposto «ufficialmente» in una data significativa: il ventesimo anniversario della fondazione della Facoltà.
E' toccata a me la gioia di consegnare la prima tessera ad Amici particolarmente illustri: al Card.Giovanni Colombo, che fu il sagace esecutore del progetto del Card. Montini di trasferire da Venegono a Milano la Facoltà Teologica, di cui fu il primo Gran Cancelliere; a Sua Eminenza Mons. Carlo Colombo, primo Preside; a Mons. Giuseppe Colombo, succeduto alla presidenza di Mons. Carlo Colombo; all'on. Oscar Luigi Scalfaro del Consiglio di Amministrazione della Facoltà Teologica e al prof. Giovanni Bazoli, presidente del Banco Ambrosiano.

Il clima di festa e di memoria ha reso presenti al pensiero e al cuore gli «Amici» prematuramente scomparsi, tra cui docenti carissimi - il prof. don Enzo Bellini, il prof. Mons. Luigi Cortesi, il prof. Scipioni, il prof. don Giovanni Moioli e il prof. don Luigi Serenthà - e non pochi alunni.
Anche affidandosi al loro ricordo, l'Associazione ha mosso i primi passi, aprendosi a molti altri amici attraverso un programma di attività che è andato sempre più arricchendosi di contributi stimolanti e di preziosi apporti dei docenti stessi della Facoltà.
Grazie all'instancabile creatività dell'attuale Presidente, la Facoltà sta dilatando i suoi confini verso altre Facoltà Teologiche, disponibili e liete di poter stringere legami costruttivi con la nostra.
Un bilancio positivo, dunque, presenta questo decennio.
L'augurio, e il desiderio, è allora che l'Associazione si qualifichi sempre di più, in fedeltà allo statuto, per un cammino vivo e vitale.


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